Dopo la pillola regalataci ieri da Matteo Sarzana, VML, infatti, oggi è Giuseppe Stigliano, Unconventional Media Director di H-ART, a calarci nel pieno dei lavori di Austin. Perché spesso è difficile immaginare qualcosa, ad esempio un modo di comunicare, quando ancora non esiste. Richiede uno sforzo d’immaginazione, la capacità di dimenticare ciò a cui siamo stati abituati per anni e la consapevolezza delle potenzialità della tecnologia di domani.
Immaginate, ad esempio, un tipo di advertising capace di seguire il proprio target attraverso i tanti schermi out of home che oggi ci circondano (all’interno di stazioni, aeroporti, punti vendita) e che sappia adattare messaggio e creatività in base a chi ha davanti, al momento della giornata, a ciò che sta succedendo intorno.
Come rimarreste se vi dicessimo che tutto questo esiste già? British Airways, Mini, Kleenex e Heineken in Gran Bretagna hanno già sperimentato campagne caratterizzate dall’adaptive planning, ovvero una pianificazione in esterna capace di adattarsi in tempo reale per interagire con gli utenti/spettatori e veicolare il contenuto giusto al momento giusto.
La tecnologia digitale, ci spiega Stigliano, permette di riprodurre questa modalità in interazione a livello globale. Il place based advertising, dunque non ha confini, e ogni target, in ogni luogo, già in questo momento, potrebbe essere catturato proprio così.
Youmark
SXSW 2014. Grazie a Giuseppe Stigliano, H-ART, siamo a Austin. Seconda lezione: place based advertising, ovvero la comunicazione giusta, al momento giusto, nel posto giusto
12 Marzo 2014